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Spudorati giochi di ruolo


di CPwommer
08.03.2026    |    2.690    |    11 8.9
"«Oh sì, finalmente! È tutto il giorno che desidero sentirlo dentro; cazzo, scopami forte! Oh, cazzo, mi stai già facendo venire!» dissi, guardando con soddisfazione il mio compagno, ..."
Il tradimento fa male, il sotterfugio, la mancanza di coraggio di esporsi per quello che si è veramente e mettersi a nudo.
A me dava fastidio questo, non condividere tutto con lui, che continuava a fare il doppio gioco, quel doppio gioco che conoscevo da tempo, ma che facevo finta di non sapere.
In fondo anche quello mio era un doppio gioco: illudere lui di essere furbo e nel contempo prendermi a mia volta gioco di lui.
Ogni domanda faceva parte di un copione, copione che non avevo scritto, ma che conoscevo a memoria, perché le risposte menzognere che lui dava io le sapevo già.
Il bello di questa situazione è che grazie a questo inganno avevo compiuto il mio giro di boa e avevo lasciato cadere il velo.
In più iniziavo a divertirmi con le sue bugie, tanto più quanto lui pensava di essere da me creduto.
Questo gioco mi dava potere, autocontrollare le mie reazioni mi faceva sentire forte e mi faceva svalutare sempre più la sua immagine.
Inoltre ogni mio freno inibitore era stato tolto e aveva iniziato a vivere in modo libertino cedendo alle tentazioni che aveva fino a quel momento tenuto lontano.
A questo punto decisi di ribaltare il gioco e di tradirlo apertamente, rendendolo però partecipe del gioco, ma con il ruolo di spettatore.
Da sempre a me piace vestire in maniera audace, provocante, perché a me piace esser al centro delle attenzioni di altri uomini. Mi piace esser desiderata, perché è una cosa che stimola la mia autostima, mi eccita, così da farmi venire da te carica di emozione, al punto da farmi scopare; sentirmi bramata da altri mi fa bagnare ed ecco perché adoro praticare il gioco dell’esibizionismo, specie se poi potrò calmare i miei bollenti spiriti, facendomi scopare dal mio uomo.
Col passare del tempo le sue bugie mi hanno spinto a fare la troia con gli altri uomini, prima a sua insaputa, fino a quella vacanza in Croazia.
Da subito, abbiamo preso atto che si poteva far tranquillamente del nudismo; con gran disinvoltura, ci siamo immediatamente adeguati potendo, a maggior ragione, io coltivare la mia propensione all’esibizionismo, facendolo in maniera ancor più ardita.
Un giorno mentre eravamo in spiaggia completamente nudi, si è sistemato, accanto a noi, un uomo sulla cinquantina.
Ho subito notato che, tra le gambe, aveva un bel membro, lungo ben oltre la media, senza esser per niente esagerato; l’aveva più lungo del suo e sicuramente più grosso.
Dopo circa mezz’ora che era sdraiato accanto a noi, mi sono divertiva a provocarlo, aprendo e chiudendo le cosce.
Per me quella cosa non era poi tanto strana; era un gioco che avevo sempre fatto, con il risultato di vedere più di un maschio a cazzo duro.
Il tizio, invece, mi guardava, all’inizio, con addirittura una certa indifferenza; questa particolarità ha provocato in me curiosità, perché mi sarei aspettata un’erezione istantanea, cosa che invece non si verificava.
Pensavo che non fosse interessato, invece poi ho notato che lui mi guardava con insistenza e prima ha sorriso, poi si è rivolto a me con una frase ad effetto.
«Splendido gioco questo tuo, ma, per esser una vera provocazione, dovresti far qualcosa di più! Dovresti passar le tue dita lungo le cosce, fino a raggiungere l’inguine, sfiorare le tue labbra quasi ad invocare chi ti guarda a sostituire la tua mano. Questa operazione mostrerebbe all’esterno tutta la lussuria che hai dentro!»
Ho obbedito e mi sono subito accarezzata, con una lentezza quasi esasperante, prima le cosce e poi anche la mia fica, che già si era completamente bagnata.
Un movimento lento, languido, che subito ha attirato l’attenzione di alcuni maschi, che si son mostrati con il cazzo in mano, a segarsi per me.
Il tizio ha sorriso ed ha fatto un cenno del capo, quasi a voler significare che era quello che andava fatto e allora ho visto che anche il suo membro ha dato segni di risveglio.
È stato un continuo gioco di sguardi, di carezze molto lascive, senza mai arrivare ad una masturbazione vera e propria; il tutto mi ha eccitato in una maniera pazzesca.
Ero così su di giri che, ad un certo punto, mi sono alzata per andare a fare il bagno.
Ho chiesto al mio compagno di star fermo e guardare.
Come mi sono incamminata verso l’acqua, subito son stata seguita da due o tre singoli, mentre il nostro amico è rimasto sdraiato, a sua volta intento ad ammirare la scena.
I maschi che erano tutt’intorno a me, ora se lo menavano velocemente e ciascuno ha schizzato, senza che io li sfiorassi, anche solo con un dito.
Quando sono uscita dall’acqua, sono tornata soddisfatta di nuovo sul mio telo e, prima di mettermi seduta, mi sono abbassata sul mio compagno e, con un sorriso da maliarda, l’ho baciato e gli ho chiesto: «Ti è piaciuto ciò che ho fatto? Hai visto come li ho fatti schizzare? Erano troppo su di giri per me. Mi è davvero piaciuto questo gioco diverso dal solito. Il tizio qui davanti, mi sta intrigando tanto!»
Sono rimasta per qualche minuto prona, mostrando il mio culetto ed ho visto che il tizio si è girato di lato, facendo sì che potessi vedere il suo membro, perfettamente in tiro.
Intanto si era giunti all’ora di pranzo, per cui ci siamo spostati all’ombra di un chiosco, lì nelle vicinanze, e ci siamo messi a consumare un’insalata estiva.
Anche il nostro amico ci ha raggiunti ed io l’ho invitato a mettersi seduto al tavolo con noi. Ci siamo presentati, lui ha detto di chiamarsi Dario e di esser un imprenditore italiano, di un paese della periferia della nostra città.
Si è rivelato esser una persona molto cordiale, educata e rispettosa, e questo è servito a far nascere un certo feeling.
Ci ha chiesto da quanto tempo facevamo esibizionismo e io ho risposto che era una cosa che mi è sempre piaciuta, fin da ragazzina.
Ho raccontato di quanto mi piacesse vedere gli occhi degli uomini puntati su di me e sovente accadeva che le macchine si accostassero a me e il conducente all’interno mi chiedesse informazioni con il suo membro in mano, duro per la vista delle mie cosce.
Mi venne spontaneo chiedere a lui cosa gli fosse piaciuto di me, cosa lo avesse intrigato e la sua risposta fu stata qualcosa che ci ha sorpreso non poco.
«Mi ha intrigato la tua inesperienza! Ti limitavi solo a mostrare il corpo, mentre invece, come ti ho fatto notare, dovevi anche suscitare interesse nei confronti di chi ti guarda. Far scorrere le tue dita sulle pieghe della vulva, porta chi ti guarda a desiderare di sostituir la tua mano con la propria. In più, mi piacerebbe vederti, mentre raggiungi un orgasmo. Se ti masturbi mentre osservi chi si sta masturbando per te, non solo lo ecciti al massimo, ma gli fai anche capire che quello che fa è di tuo gradimento.»
Dopo aver fatto un sorriso malizioso ed aver sorbito tutti e tre un buon caffè, siam tornati sotto l’ombrellone e lui ha steso il suo telo, accanto al nostro.
Per un certo tempo, siamo rimasti silenziosi sdraiati all’ombra, ma di sicuro pensando, un po’ tutti, a cosa di licenzioso poter fare, quando, d’un tratto, mi venne una voglia incontenibile e iniziai a carezzare il mio ventre, aprire le cosce, mostrando che le mie dita scivolavano oltre le grandi labbra, fino ad inoltrarsi all’interno della vagina.
Dario si è avvicinato a me e mi ha suggerito di rallentare.
«Non venire subito; prolunga il tuo piacere il più possibile; rallenta, togli le dita, intrise dei tuoi umori e portale, prima alla tua bocca e poi, anche alla mia.»
Io credo che in quel momento il mio compagno fu consapevole che, alla fine, Dario sarebbe riuscito a scopare la mia fica e forse anche altro.
Questa idea lo fece arrapare e anche a lui divenne duro come il ferro.
Io, nel frattempo, continuavo ad accarezzare la mia fica sempre più umida e pulsante, a masturbarla ancora più lentamente e poi, in maniera molto lasciva, sfilai le dita e me le portai alla bocca, leccandole con la punta della lingua.
Poi, mi girai verso di lui e le infilai nella sua bocca, per fargli assaporare tutta la mia eccitazione: lui leccò con avidità tutto ciò che le ricopriva.
Capii in un attimo che per esibirsi, bisogna aver anche il desiderio di sentirsi troia, tanto troia, altrimenti il tutto si riduce al solo mostrare un po’ di carne.
Continuai a masturbarmi lentamente, fino a raggiungere un incontenibile orgasmo.
Mi sentivo osservata e questo rese il mio orgasmo ancora più incontenibile.
Mi tuffai in acqua e Dario mi seguì e nelle acque prese a toccarmi con sapienza per provocarmi ulteriori orgasmi.
Uscita dall’acqua corsi immediatamente verso il mio compagno e dissi:
«Amore, mi ha mandato in estasi. Mi ha masturbato facendomi godere tre volte.»
Siamo rimasti sulla spiaggia, fin quasi al tramonto e, per tutto questo tempo, lui ha continuato ad accarezzare le mie cosce e in più di un’occasione, ha masturbato la mia fica, mentre dei singoli si segavano in mio onore.
Quando siamo venuti via, lui ci ha dato appuntamento per cenare insieme e mi disse:
«Devi indossare una gonna corta, una camicetta tenuta chiusa da un solo bottone, e niente intimo, ne sopra, né sotto, scarpe dal tacco più alto che hai. Non far sesso con lui sotto la doccia, perché ti voglio ancora ben carica, calda e piena di voglia!»
Giunti nella nostra camera, fatta la doccia, mi sono spalmata l’intero corpo di crema idratante e profumata e quando il mio compagno si avvicinò a me a cazzo duro, lo invitai a non scoparmi.
Però in compenso lo presi in mano lo segai abbastanza velocemente fino a quando, capito che stava per sborrare, mi abbassai e lo presi in bocca, così da ingoiare tutta la notevole sborrata che le ho riversate in gola.
Mentre lo stavo succhiando, per pulire e raccogliere l’ultima goccia mi disse: «Ti rendi conto di quanto sei troia? Mi lasci con la voglia addosso, perché lui ti ha detto che ti vuole ancora calda e piena di voglia? Sei la puttana che questa sera si farà scopare da quel tizio; dimmelo che, questa sera, gli darai anche il culo?!»
Abbiamo raggiunto Dario nel luogo da lui indicato ed abbiamo passato una bellissima serata; durante la cena, lui si è complimentato molto con me, ma, soprattutto, ha tenuto, per buona parte della serata, una mano tra le mie cosce.
Ovviamente questa cosa mi ha sconvolto molto.
Quando siamo usciti dal ristorante, abbiamo percorso un tratto di strada cittadina, fino ad arrivare ad un parco, a ridosso del mare.
Appena giunti nel parco, ci siamo seduti su una panchina un po’ più defilata, fuori dalla luce dei lampioni e, subito dopo, lui si è messo a baciare e palpare le mie tette.
Più volte ho emesso un gemito di piacere, mentre lui succhiava i capezzoli, mentre insisteva a tenere una mano tra le mie cosce.
Mi ha portato di nuovo all’orgasmo, facendomi fremere per un bel po’, poi ha aperto la patta dei pantaloni, ed ha appoggiato una mano sul mio capo.
Mi sono subito abbassata e gli ho preso il cazzo in bocca.
L’ho succhiato per bene per qualche minuto e ad un tratto Dario mi ha fatto mettere in ginocchio sopra la panchina e si è posizionato dietro di me.
Con una spinta decisa, lo ha piantato tutto dentro, facendomi godere quasi all’istante.
«Oh sì, finalmente! È tutto il giorno che desidero sentirlo dentro; cazzo, scopami forte!
Oh, cazzo, mi stai già facendo venire!» dissi, guardando con soddisfazione il mio compagno, complice nel mio tradimento.
Lui, alzatosi in piedi, venne a infilarmi il suo cazzo in bocca, mentre io ebbi un altro orgasmo e lo morsi per il piacere.
Lui non riuscì a resistere e mi regalò una bella sborrata, che io ingoiai fino all’ultima goccia. Mentre me lo stava continuando a succhiare, ha avuto ancora un orgasmo e, questa volta, lo ha urlato a voce alta.
«Mi fa godere! Amore, mi fa godere! Cazzo, sento le sue palle che mi sbattono contro; oddio, VENGO!»
Mentre godevo, ho visto Dario pompare più forte; poi ha cominciato ad assestare dei colpi molto potenti, mentre mi sborrava dentro.
«Ecco che arrivo anch’io! Sei una fica fantastica! Sborrarti dentro è doveroso, quasi un obbligo; senti come te la sto riempiendo?»
«Amore, mi sta riempiendo come un bignè. Mai sentita tanta sborra! Cazzo, mi fa venire ancora?!»
Dopo esser rimasto qualche istante immobile, si è tirato fuori e ha guardato il mio compagno, gli ha detto di far a cambio. Si è posizionato davanti alla mia bocca e io ho iniziato a leccare e pulire il suo membro, mentre dietro il mio compagno con la lingua ha ripulito la mia fica e mi ha provocato un altro orgasmo.
Per tutto il resto della vacanza, Dario mi ha montata regolarmente e mi ha riempita sistematicamente.
Dopo che siamo tornati Dario è diventato il mio bull fisso.
Il mio compagno ha smesso di tradirmi. Ora ha un nuovo ruolo che lo soddisfa ancora di più.
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